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Il capo, che sembra il capo, è basso, robusto e con il viso rosso di alcol e continue sigarette. Mi metto a guardargli la gola, durissima e tempestata di peli tagliati col nervoso e col rasoio, ora è al telefono e si sta lamentando, con virile rudezza, di un pezzo che ancora è in magazzino. "Cazzo! Ma volete svegliarvi o no?". Il napoletano, il campano con pancia, il magliettato con orrida shirt rosastra e munita d'enorme scritta, è uno dei suoi commessi. Ed è, direi, un bravo ragazzo. Già con i capelli radi e unti da non so quale gel, alto quanto lui io gli scorgo una chierica sulla sua nuca sebacea. Parla, è in difficoltà perché il rude omastro che ne dispone vuole insegnargli ciò che non sa, ovvero a vivere. Sta lì, attento e preso dal bisogno d'essere serio, perché sta lavorando. Ma non fa che chiedere, non fa che aggirarsi dietro il bancone per trovare il modo giusto di comportarsi in quella situazione, che non è la sua. Però si capiscono. L'incallito proprietario del negozio di carpenteria meccanica -ebbene sì, qui è che ci troviamo- continua a dargli istruzioni, a ogni sua parola di comando od ordine, come per non dare né darsi troppa importanza, va sempre più avanti o più oltre, in direzione di qualche scaffale in disordine e debordante di cianfrusaglie, in direzione di qualcosa che gli dica che quello è il suo posto. Entrambi parlano dialetto, scadendo le vocali in strascicatissima la loro etnica appartenenza, senza permutarsi in altro che non siano sé stessi. Sembrano veri. Io voglio un martello, lo voglio di gomma ma duro abbastanza perché devo sistemare... non lo so. Lo voglio e basta, costa solo dieci euro. A servirmi è un altro tizio, informe, anziano e molto goffo, che usa il catalogo dei martelli di gomma, lo usa così tanto e senza senso, da non riuscire a farlo per dargli un senso. "Te ne va bene uno qualunque?", chiede senza guardarmi, e poi si strofina la fronte appena sudata. Caldo e grigio, lui, il tempo fuori e la sua vita, io dico di sì. La coppia di discente e docente, di quarantenne cinico e giovanotto indolente, è a riporre importanti assi di legno -sembrano di compensato- sugli scaffali più alti. Dico, a me stesso: si saran dati senza volerlo davvero una missione difficile e priva di scopo, per dire: adesso siamo davvero alleati. Come fanno i maschi. Non chiedo lo sconto, quando esco il martello che ho tentato di infilare nella tasca dei miei pantaloni da ragazzotto mi toglie, velocissima, tutta l'illusione d'essermi migliorato la giornata con un semplice acquisto d'utensile. La gomma ora è qui, il manico anche. Che posso colpire?






